LA STUFA A PELLET E LA SUA EVOLUZIONE

A partire dagli anni '70, crisi petrolifera e aumento dei prezzi dei combustibili fossili stimolarono la ricerca tecnica verso la progettazione di generatori di calore efficienti, che alla luce di queste considerazioni, fossero in grado di utilizzare
come combustibile del legno sbriciolato proveniente da scarti di lavorazione di altri processi. Si sviluppò così la tecnologia dei generatori a pellet, che diventò per le aziende produttrici di sistemi di riscaldamento un ramo economicamente interessante sul quale investire. Oggi, forti di decennali esperienze, diversi costruttori sono in grado
di offrire sul mercato una molteplicità di prodotti che, grazie ai progressi dell'elettronica nelle operazioni di regolazione e controllo, raggiungono validi livelli di efficienza. Alla luce dell'attuale costante rialzo dei costi di gas e olio combustibile e della crescente consapevolezza ambientale che spinge il mercato verso l'utilizzo di fonti rinnovabili,
i generatori a pellet si sono imposti come un prodotto di successo. In commercio se ne trovano diversi tipi: stufe, termostufe, camini, termocamini, e caldaie. Le stufe sono un prodotto che soprattutto negli ultimi anni ha subito una
forte diffusione. Di aspetto simili ai dispositivi a legna, ne esistono di vari modelli e potenze adatti alle diverse esigenze, con rivestimenti in ceramica o in acciaio, di estetica tradizionale o contemporanea.



COME FUNZIONA

E' presente un vano serbatoio, solitamente con carica dall'alto, che contiene il combustibile e che ha capienza variabile a seconda dei vari modelli. Grazie a una vite senza fine azionata elettricamente, chiamata coclea, il pellet viene trascinato all'interno del braciere. Qui il combustibile si miscela con un getto forzato e regolabile di aria comburente, che un aspiratore posto nella parte inferiore provvede a convogliare
verso la camera di combustione. Una resistenza elettrica, incandescente nella fase di avvio del dispositivo, scalda l'aria a temperature tali da innescare la fiamma. Il calore prodotto nel braciere, grazie a uno scambiatore, è ceduto all'aria di convezione che è immessa nell'ambiente attraverso un sistema ventilante. I fumi prodotti dalla combustione, vengono espulsi, attraverso un condotto di scarico.
Nelle versioni più moderne è presente anche un processo di post-combustione dei fumi. I materiali legnosi, infatti, bruciando sprigionano monossido di carbonio, CO, un gas inodore e incolore molto pericoloso per la salute.
Attraverso una ulteriore immissione di aria riscaldata che va a lambire superiormente la fiamma, il CO prodotto viene anch'esso bruciato ottenendo una ulteriore produzione di calore, e trasformandosi in anidride carbonica. Lo sfruttamento di tale processo porta ad avere stufe a pellet con rendimenti pari anche al 90% Il controllo di tutto il sistema è affidato a una centralina elettronica che, in base a vari sensori e sonde interne alla stufa, regola l'afflusso d'aria e l'alimentazione, ottimizzando il processo di combustione
e monitorando le condizioni di sicurezza.
Questo elemento consente inoltre di effettuare una regolazione automatica di accensione e spegnimento.
sono dotate di cronotermostati interni che consentono la programmazione settimanale e giornaliera delle ore di accensione, dei gradi di temperatura e anche della velocità della ventola dell'aria calda; i
modelli più sofisticati permettono attraverso un modem telefonico l'accensione a distanza. ci sono poi le versioni termoidrauliche. Al loro interno il calore anziché essere ceduto all'aria di convezione è ceduto a un sistema idraulico in cui è presente una pompa di circolazione.
L'acqua riscaldata viene direttamente collegata ai radiatori ottenendo così, attraverso un'unica stufa, il riscaldamento per tutte le stanze della casa.



IL COMBUSTIBILE PELLET

Il pellet è un materiale combustibile solido ricavato dal riscaldamento e dalla compressione ad altissime pressioni della segatura vergine proveniente da scarti di lavorazione di segherie, falegnamerie e attività produttive legate alla lavorazione del legno. Grazie alle peculiarità della lignina, una sostanza presente in grande quantità nella massa del legno e che riscaldata acquista notevoli proprietà leganti, per rendere compatto il materiale non è necessario l'uso nè di vernici nè di collanti.
I pellet hanno l'aspetto di piccoli cilindri, del diametro di circa 6/8 mm e generalmente di altezza variabile tra i 20/30 mm, anche se in commercio se ne possono trovare anche di lunghezze inferiori. La loro densità specifica può
arrivare anche al doppio di quella della legna, e questo, in aggiunta alle particolari forme e dimensioni, permette una maggior facilità di immagazzinamento e stoccaggio. Contengono una quantità di umidità residua molto bassa e
i migliori arrivano a scendere sotto l'8%. A parità di volume, il pellet ha un potere calorico decisamente superiore (circa 4500-5000 Kcal/kg) rispetto alla legna, che, anche se ben stagionata (18/24 mesi) e con una umidità interna pari a circa il 15%, arriva al massimo intorno alle 3500 Kcal/kg.
E un materiale naturale ed ecologico, basato sull'utilizzo di fonti rinnovabili. La sua realizzazione non comporta spreco di risorse ambientali, riciclando materiali di scarto, e non incide sulla deforestazione boschiva.



LA QUALITA' DEL PELLET

Il potere calorifico del pellet, e quindi in buona parte il rendimento del generatore, dipende dalle caratteristiche del materiale di origine. In commercio si possono trovare pellets provenienti da differenti essenze legnose come faggio, rovere, abete, acero, frassino, utilizzati in modo puro o mescolati altre essenze. Può essere ricavato dall'utilizzo di diverse parti del legno, sola polpa o polpa mescolata a corteccia e il colore può variare dal bianco al rosso con un range di diverse tonalità. Il tipo di essenza incide molto sul potere calorifico del pellet. In linea generale i legni in cui è presente una importante quantità di resina quali pino, larice o abete hanno valori più alti, ma nel tempo possono dare problemi di incrostazioni, o malfunzionamenti dei dispositivi, aumentando i costi di manutenzione.
Altri parametri secondo i quali è possibile valutare la qualità di questo combustibile sono, la durabilità meccanica, il contenuto di ceneri, la lunghezza, e le proprietà chimico-fisiche.
La durabilità meccanica è connessa alla capacità di non sbriciolarsi con eccessiva facilità. Questo infatti potrebbe determinare problemi di alimentazione del braciere, diminuire l'efficienza della combustione e incrementare le emissioni, oltre poi a determinare sporco nell'ambiente e nella stufa. Analoghi problemi possono derivare dalla presenza nei pellets di elevate quantità di ceneri che possono causare l'otturamento dei fori del braciere. Il loro quantitativo dipende in buona parte dal tipo di essenza e dalla presenza o meno di corteccia. Un prodotto di buona qualità ha un contenuto di ceneri inferiore al 0,8%. La lunghezza del pellet influisce sulla capacità e omogeneità di alimentazione automatica; la composizione chimica influisce sulla formazione di residui metallici e sostanze corrosive all'interno delle parti della stufa, e determina la presenza di gas nocivi quali azoto e cloro nelle emissioni nell'atmosfera.



GLI ALTRI COMBUSTIBILI

Sempre più spesso in commercio si trovano stufe e camini a policombustibile ovvero “onnivori”. Dispositivi cioè che oltre a funzionare con pellets tradizionali sono in grado di bruciare anche altri materiali. Ecco una panoramica di alcune sostanze alternative.
Il mais ha un potere calorifico molto alto, intorno alle 6000 Kcal/kg, ma di contro ha un alto residuo in ceneri e contiene un notevole quantitativo di grassi. Questo nel tempo può portare problemi di incrostazioni nella stufa. Per ovviarvi è quindi necessario miscelarlo in quantità pari al 40-60% con pellets o combustibili più secchi. Anche i gusci di nocciola e di mandorla sono sostanze che hanno un buon potere calorifico (3500-4000Kcal/kg), ma, come il precedente, hanno un alto contenuto di ceneri. Un altra fonte energetica particolarmente adatta per l'uso domestico sono invece i noccioli di olive. Da un punto di vista calorifico sono simili al legno, e in più hanno il vantaggio di presentarsi in grani, il che consente una maggior facilità di stoccaggio e trasporto. Altri materiali combustibili sono ad esempio i gusci di cocco frantumati, il vinacciolo, il pellet di paglia e quello di colza. Il loro prezzo risente molto della disponibilità stagionale e della presenza autoctona sul territorio.



L'INSTALLAZIONE DI UNA STUFA

la stufa a pellets, a causa del suo aspetto, viene considerata alla stregua di un elettrodomestico o di un elemento di arredo, dimenticando che in realtà essa è un vero proprio generatore di calore per il riscaldamento domestico. Pensereste mai di installare una caldaia a gas da soli senza affidare tale operazione ad tecnico? Lo stesso dovrebbe valere per un generatore a pellets, nonostante alcuni rivenditori, forse più interessati alla prospettiva di vendita che all'etica professionale, suggeriscano il contrario. Per una sua corretta installazione ci si deve avvalere di personale competente e qualificato, in grado di valutare tutte le esigenze tecniche e predisporre tutti gli accorgimenti necessari. Solitamente i produttori di forniscono l'installazione e la prima accensione compresi nel pacchetto d'acquisto. Di queste opportunità è sempre importante avvalersi, per non incorrere, nella migliore delle ipotesi, all'annullamento della garanzia o peggio in un pericoloso malfunzionamento del dispositivo.
Gli aspetti più critici dell'operazione di installazione riguardano soprattutto la presa d'aria esterna e il collegamento dello scarico fumi con la canna fumaria. Entrambi devono rispettare determinate posizioni. Per quanto riguarda la presa d'aria, se è pur vero che fornendo aria già calda, ovvero prendendola dall'ambiente interno, si può migliorare il rendimento della stufa, bruciando quella dei locali si pone un rischio maggiore per la sicurezza degli utenti. La soluzione più consigliabile è invece quella di collegare la presa della stufa direttamente con l'esterno, realizzando quindi un sistema stagno. Molti apparecchi sono già predisposti in questo senso, grazie alla presenza di un bocchettone sul retro. Qualora però si volesse optare per la prima soluzione, bisogna ricordare che è comunque necessario realizzare nell'ambiente ove si trova la stufa una presa d'aria posta in basso su un muro perimetrale esterno che abbia grandezza minimo di 180 cmq.
Malgrado sia abbastanza diffusa l'opinione che per le stufe a pellet non occorra una canna fumaria questo non corrisponde al vero. Anche se tecnicamente possibile, per la presenza del ventilatore di espulsione dei fumi, è assolutamente impensabile, oltre che vietato dalla legge, poter scaricare i fumi prodotti dalla combustione dei pellets direttamente all'esterno attraverso un foro nel muro. Questi infatti possono raggiungere temperature molto elevate, anche 200-300°, ed essendo prodotti dalla combustione di materiale solido, sono decisamente più pesanti di quelli di una caldaia che brucia gas. Vanno quindi dispersi in modo più prestante. La maggior parte dei ventilatori interni è in grado solo di sospingerli solo per qualche metro. E' quindi fondamentale il collegamento con una canna fumaria in acciaio, con sezione adeguata, libera da ostruzioni e restringimenti e termicamente isolata. Deve essere poi il più possibile rettilinea e con un buon tiraggio, deve essere conforme alle prescrizioni dei regolamenti edilizi e di igiene, e sporgere di almeno 50 cm oltre il colmo del tetto.
La stufa, in generale, va collocata in prossimità della canna fumaria. Il collegamento con lo scarico della stufa deve essere il più breve possibile, senza riduzioni di sezione rispetto all'uscita fumi del dispositivo, ed evitare, se possibile, tratti orizzontali e curve che potrebbero causare accumuli di cenere e conseguenti restringimenti del condotto. Per la sua realizzazione sono consigliati tubazioni metalliche con guarnizioni di tenuta, in modo da evitare fuoriuscite di fumi all'interno del locale. Devono essere previsti anche degli elementi a T o sportelli che consentano l'ispezione e la pulizia periodica del canale.
La stufa a pellets non dovrebbe essere installata in locali di dimensioni troppo esigue e, per sfruttare meglio la distribuzione del calore, andrebbe collocata il più possibile al centro della stanza, evitando di appoggiarla in aderenza alla parete, soprattutto se sono presenti rivestimenti di materiale infiammabile come carta da parati o boiserie in legno. E' consigliabile che la stessa distanza, almeno mezzo metro, sia mantenuta ai lati e verso arredi parimenti infiammabili come divani, tende, o complementi con rivestimenti tessili in genere. Sempre per ragioni di sicurezza, occorre accertasi che anche l'area del pavimento dove appoggia la stufa non sia infiammabile. Ad esempio nel caso di parquet o moquette, prima di posare la stufa, e opportuno realizzare una piastra di materiale ignifugo che sporga almeno 50 cm dal fronte dell'apparecchio e 30 cm dai lati. Elettricamente la stufa deve essere collegata ad una presa dotata di una messa a terra efficiente e bisogna avere l'accortezza che il cavo non sia schiacciato dal dispositivo o direttamente a contatto con le parti calde onde evitare il suo deterioramento o cortocircuiti.
Infine non meno importante è la verifica che la centralina elettronica di regolazione sia tarata sui parametri del combustibile da utilizzare, ed eventualmente procedere con la riprogrammazione.




L'USO E LA MANUTENZIONE

Le moderne stufe a pellets sono ormai quasi del tutto automatizzate. Il loro uso è, quindi relativamente semplice, e non differisce di molto tra i vari modelli. Un buon punto di partenza per utilizzare in maniera corretta il dispositivo rimane comunque quello di prestare attenzione alle operazioni che l'installatore esegue durante la prima accensione e alle spiegazioni che in quell'occasione potrà fornire. Anche se forse può sembrare banale è pure importante leggere e conservare con attenzione i manuali di istruzione dove solitamente il funzionamento è descritto abbastanza esaustivamente.
Dopo avere messo il combustibile nel serbatoio, durante la prima accensione la coclea è comunque inizialmente vuota. Quindi è probabile che si debba aggiungere manualmente una piccola quantità di pellets.
Una volta caricati i pellets, l'aria surriscaldata dalla resistenza innesca la combustione. Successivamente si aziona il ventilatore che sospinge l'aria calda verso lo scambiatore. Superata la fase di accensione la fiamma raggiunge gradualmente il livello previsto in relazione al valore termico programmato. Allo spegnimento della stufa la fiamma si estingue, mentre il ventilatore rimane in funzione sospingendo aria calda ancora per alcuni minuti, e cioè fino a quando lo scambiatore non diminuisce di temperatura.




COME SCEGLIERE UN APPARECCHIO

La scelta di una stufa a pellets deve essere fatta valutando consapevolmente esigenze, necessità e disponibilità organizzative proprie, nonché vantaggi e svantaggi di questo tipo di riscaldamento. Una piccola ricerca di mercato su prezzi e modelli è sempre utile. Data la complessità di questi dispositivi è bene ricordare che spesso al basso prezzo corrisponde una tecnologia e una componentistica, soprattutto elettronica, di minore qualità. Il che a lungo andare comporta maggiori costi di gestione e minor rendimento che possono annullare completamente le opportunità di risparmio offerte dal sistema. E' consigliabile rivolgersi a case produttrici di consolidata esperienza e a rivenditori competenti che siano in grado di assicurare continuità e celerità nell'assistenza post-vendita, e che garantiscano anche la disponibilità immediata dei pezzi di ricambio più comuni. Per evitare guasti o diminuzione di efficienza è importante eseguire con regolarità sia le operazioni di manutenzione ordinaria, sia quelle annuali da parte di personale specializzato.
Per massimizzare i benefici economici che sono ottenibili con una stufa a pellets, è auspicabile prevedere il rifornimento del combustibile necessario per tutto l'inverno durante la stagione estiva. Dato che anche il costo di trasporto incide in maniera importante sul prezzo del combustibile, prima dell'installazione di una stufa o di un camino è bene controllare che esso sia disponibile presso rivenditori posti a distanze ragionevoli dal luogo dell'impianto.
La centralina elettronica, è tarata per l'utilizzo del combustibile più diffuso. E' importante verificare se quello utilizzato corrisponde alle caratteristiche impostate. Nel caso non fossero coerenti è opportuno reimpostare la centralina, altrimenti questa potrebbe eseguire regolazioni in maniera non corretta valutando erroneamente i dati all'interno della camera di combustione. Tale operazione deve eseguita da personale specializzato, anche se alcune case produttrici consentono all'utente la possibilità di regolare autonomamente alcuni parametri.
E' sempre importante infine acquistare del pellet di buona qualità, meglio se certificato, ed assicurasi che il combustibile sia conservato in un vano asciutto, dove l'umidità non possa deteriorarlo rendendolo inefficiente nella combustione.




CALCOLO APPROSSIMATIVO

Calcolo potenza termica - calorica necessaria di stufe e caminetti a pellet.
Caminetto, caldaia a pellet o stufa che sia, ogni modello è differente dall’altro, oltre al fattore estetico e di funzionalità, la cosa più importante da tenere in considerazione è la potenza termica.
"Il calcolo approssimativo del fabbisogno energetico si ottiene moltiplicando i metri quadrati per l’altezza del soffitto, il risultato viene moltiplicato per un coefficiente che dipende dal grado di isolamento del fabbricato, ovvero, da fattori interni e fattori esterni della abitazione:
a) Fattori interni: tipologia di serramenti, spessore degli isolamenti e delle pareti, tipologia di materiali costruttivi, presenza di vani scale, pareti con ampie vetrate, soffitti elevati, ubicazione del volume da riscaldare rispetto ad altri volumi adiacenti riscaldati o non riscaldati,….
b) Fattori esterni: esposizione ai punti cardinali, velocità del vento, latitudine, altitudine, temperatura media esterna,…
Esempio di calcolo approssimativo del fabbisogno energetico per riscaldare un determinato volume a 18/20°C:
Il coefficiente che normalmente viene usato si determina a seconda delle condizioni reali che di volta in volta si presentano.
- Da 0,04 a 0,05 kW per metro cubo in ambiente ben isolato.
- Da 0,05 a 0,06 kW per metro cubo in ambiente scarsamente coibentato.
3 locali da 20mq X (H soffitto) 2,7m = 162 mc (volume)
Nell’ipotesi di un ambiente con un buon grado di isolamento si può scegliere per un valore medio (coefficiente) di 0,045 kW:
162 (volume) X 0,045 (kW) = 7,3 kW necessari (6300 kcal/h)
Conversione 1kW = 860 kcal/h
Per una corretta verifica e calcolo sul fabbisogno degli ambienti da riscaldare la cosa migliore è affidarsi ad un termotecnico .Stabilito il fabbisogno la scelta del prodotto o dei prodotti sarà del tutto soggettiva.
In ogni caso è sempre meglio comprare una stufa o caminetto leggermente più potente del necessario e far venire l’installatore di fiducia per le opportune verifiche prima dell’acquisto.




SVANTAGGI

La pulizia è obbligatoria e necessaria e deve essere fatta costantemente, si può dire che sia uno dei pochi svantaggi, se non l'unico, che queste stufe ecologiche ed economiche hanno. Più sarà frequente la pulizia e meglio andranno. Mediamente vanno pulite una volta al giorno, ma dipende molto dal tipo di stufa, da quanto scaldiamo e dalla qualità dei pellets i quali fanno, chi più chi meno, della fine cenere residua. Utilizzare un aspiratore dedicato esclusivamente a questo lavoro (possibilmente con motore coperto) è doveroso, di buona potenza e che abbia tubi morbidi, curve snodabili e becchi per arrivare nei punti più difficili. Si andrà a far pulizia la dove viene indicato dal produttore, il braciere, il cassetto, estraibile o meno, della cenere, alcuni vani posti nella parte alta o nella parte bassa della stufa, la pulizia del vetro, della ventola, la T del tubo di scarico ed altre pericolose curve dove si potrebbe fermare la cenere e con meno frequenza anche il vano dove alloggiano i pellets. Per concludere, due volte l’anno o a fine stagione, si procederà con una pulizia più accurata e rigorosa.

 

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